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27.05.2002-Il punto di Alessandro Stoppani concernente l'inobliabile promozione collocata nello scrigno dalla corazzata
viterbese. |
23.05.2002-ULTIMA GIORNATA IN SERIE A2 CON VICENZA, UDINE, VITERBO, PALESTRINA E NAPOLI IN LOTTA PER LE DUE PROMOZIONI
Sabato e domenica è in programma la sesta, ed ultima giornata, delle Poule Promozione e Retrocessione di serie A2.
Verdetti stabiliti nelle Poule Retrocessione con la discesa in serie B di PCR Messina e Battipaglia (che si sono unite alle già retrocesse Virtus Cagliari, Basket Alcamo, Free Basket Arezzo e Ba.Se.
Livorno) tutto è ancora da da definire per le due promozioni in A1, con cinque squadre in lotta.
Nella Poule Promozione 1 la partita decisiva è domenica a Napoli, al PalaVesuvio di Ponticelli, dove la Phard e la Scortrans Vicenza si sfidano in un vero e proprio spareggio. Le venete hanno in classifica due punti in più e all'andata vinsero per 70-58: le campane per superarle devono vincere con uno scarto superiore ai 12 punti (se vincessero di 12 avrebbe la meglio Vicenza che ha il quoziente canestri complessivo, della Poule, migliore). Le squadre scenderanno in campo con le formazioni al completo: nella Scortrans rientra dopo tre mesi di assenza, per una frattura al dito medio della mano sinistra, l'ala
Almerigotti.
Più incerta la situazione della Poule 2 con Viterbo, Palestrina ed Udine impegnate sabato nel rush finale. Si giocano Udine-Viterbo e
Siena-Palestrina. Se la Virtus Viterbo espugna Udine è aritmeticamente promossa (in caso di arrivo in classifica, solo con
Palestrina, ha infatti lo scontro diretto a favore). In caso di vittoria invece della CRUP Udine questa salirebbe solo con la contemporanea sconfitta del Palestrina e vincendo con uno scarto di almeno quattro punti, trovandosi nella classifica avula appaiata con Viterbo e Palestrina (nella classifica avulsa invece a quattro, con la vittoria del Reggio Emilia, Udine avrebbe comunque la meglio). Se vincono Udine e
Palestrina, sarebbe promossa Palestrina che finirebbe prima, da sola, in classifica.
Questo il programma e gli arbitri delle partite:
POULE PROMOZIONE 1 (domenica, ore 18.30)
Phard Napoli - Scortrans Vicenza (Biggi e Del Gaudio)
Eismann Caserta - Basket Cavezzo (Battista e Crescenzo)
Ginn. Triestina - San Raffaele Marino (Pisoni e Betetto)
CLASSIFICA: Vicenza 14 p., Napoli 12, Eismann Caserta 10, Triestina, Cavezzo e Marino 6.
POULE PROMOZIONE 2 (sabato, ore 18.30)
Ducato Siena - Palestrina (Barni e Zamuner)
CRUP Udine - Virtus Viterbo (Bottura e Tomasello)
Techna Reggio Emilia - Pozzuoli
CLASSIFICA: Viterbo e Palestrina 12, Udine e Reggio Emilia 10, Siena 6, Pozzuoli 4.
POULE RETROCESSIONE 1 (domenica, ore 15.45)
Sport Club Alcamo - Profexional Bolzano (Triffiletti e Li Volti)
Interclub Muggia - Avellino (Crepaldi e Latini)
Cervia Ravenna - PCR Messina (Svolacchia e Michelozzi)
CLASSIFICA: Ravenna, Muggia, Avellino e S.C. Alcamo 10, Bolzano 8, Messina 6.
POULE RETROCESSIONE 2 (domenica, ore 15.45)
Sapori Sardegna CUS Cagliari - Pakelo San Bonifacio (Tavano e
Castellucci)
Mareca Caserta - Vini Sardegna Alghero (Di Cello e Baccilieri)
Careca Scandiano - Battipaglia
CLASSIFICA: Alghero 16, Scandiano e CUS Cagliari 10, San Bonifacio 8, Mareca Caserta 6, Battipaglia 4.
20.05.2002-Il resoconto ed il compendio di Alessandro Stoppani attinente il penultimo rendez-vous della poule promozione:
Alessandro Stoppani: Nel gineceo e nell'harem della serie A2, siamo ormai giunti alla diramazione cruciale della poule promozione, e la resistenza delle coronarie sta arrivando al perigeo, all'apogeo, all'acme, per il pathos che sta divampando ad
libitum. In questo rush finale mozzafiato, le vane parvenze nascono e si spengono in un seguito senza
perchè, allo stesso modo per cui sorgono e tramontano le stelle. Una volata, che specie nel girone 2, si prospetta misteriosa,
burchiellesca, amletica, come la forza che tiene sospeso il globo negli abissi dell'universo. Come prima disfida, vado ad analizzare e documentare i temi attinenti e pertinenti, la semblea campale disputata nell'agone reggiano, tra l'ondivaga Reggio Emilia e la monolitica Virtus Viterbo. Un match, tra due masnade dallo stato d'animo diametralmente antitetico, eterogeneo dato che Reggio Emilia, dopo la debacle
prenestina, ha ormai raggiunto la pace dei suoi sensi, mentre Viterbo, dopo l'ein-plein casalingo, in cui ha elargito squilli di fanfare e
chiarine, ha inalberato il gran pavese come Luna Rossa con contorno di orzate e
strambate. Riflettori perciò puntati sul propugnacolo reggiano, dove nell'organigramma viterbese già dalla vigilia, la tensione si tagliava a fette, come era legittimo auspicare e preventivare in relazione all'importanza capitale della posta in palio. Reggio Emilia, si è presentata a questo penultimo rendez-vous, ormai pleonastico e supervacaneo in termini aritmetici, orbata per l'assenza dell'esimio plessimetro Lisa
Gianesello, che è una sorta di polmone in grado di infondere e conferire ossigeno, linfa vitale alle proprie guarnigioni. Mentre la Varenne del girone, e la volpe braccata dalla muta, ovvero la
Virtus, si è portata al seguito un gruppo di encomiabili aficionados, che si sono avviluppati ed allignati in una morsa di passione e di calore verso le proprie paladine. Insomma la corvetta e la caravella viterbese al gran completo nel crocevia stagionale, ha provato a salpare novelli ed inesplorati oceani, per impadronirsi di terre vergini d'oltraggio. La fase isagogica del match, è stata caratterizzata da un prodromo al fulmicotone di Reggio Emilia, che dopo 2 minuti di gioco, si è involata su un 6-0 griffato dagli occhi di basilisco di
Zanardi, lasciando basita e di princisbecco una Virtus assai crittografica, attanagliata ed arrovellata da un ponderoso ed oneroso fardello imbastito di catene sulle spalle. Superata la fase aurorale densa di vicissitudini e supplizi, la Virtus è riuscita gradualmente a tessere la propria tela con acribia e meticolosità, facendoci impegolare ed invischiare Reggio Emilia. Così, le viterbesi si sono rimesse in carrareccia, grazie ad una interversione di rotta, che ha permesso alle ragazze del tecnocrate Scaramuccia di passare a condurre le danze su un esiguo 19-16. Ma questo risicato margine di vantaggio, è stato labile, fugace, e volatile come il battito d'ali di una farfalla. Infatti Reggio Emilia, è rimasta aggrappata agli ormeggi, riuscendo a contenere ed arginare senza particolari traversie una flotta viterbese letargica e assai pachidermica in fase offensiva. Così la flotta dell'automedonte
Menetti, ha virato al giro di boa al comando con lo score di 25-22, al culmine di un primo tempo in cui le rispettive difese hanno avuto la preponderanza, la preminenza e l'egemonia sugli oligoemici attacchi, che sono stati incapaci di sprigionare il loro arsenale bellico, non riuscendo a caricare la carabina ed armare il proprio obice. La prolusione ed il preambolo della ripresa delle ostilità, ha visto Reggio Emilia azionare la cloche ed il detonatore in maniera prorompente, mentre Viterbo, dalla manovra sovente asfittica e farraginosa, non è riuscita a trovare sbocchi nel pertugio e nell'orifizio della Maginot reggiana. Così le reggiane, capitalizzando la coadiuvazione dell'asse portante Molinari-
A.Gori, si sono involate in cabrata sul 40-28, con la compagine del demiurgo e del corifeo Scaramuccia, che in tutto l'arco del terzo parziale ha messo nella propria stiva e nel proprio turcasso la miseria di 4 punti, testimonianza ed attestazione di una crisi endemica, per la quale sarebbe servita la camera
iperbarica. Una Virtus, che nel terzo parziale, è ineluttabilmente caduta in apoplessia ed in catalessi, in balìa delle proprie angosce, e per entrare nell'inferno mentale viterbese la tuta d'amianto sarebbe risultata un unguento. Inoltre, anche una coppia arbitrale tutt'altro che
noumenica, ha impresso la propria stigma, incorrendo ed incappando in alcuni
granciporri, gaffe e topiche piuttosto macroscopiche, che hanno reso alquanto impervio, acclive e disandevole il cammino della battistrada del girone. Ma le
viterbesi, sull'orlo de catrafosso e del baratro, grazie ad un'impennata ed una fiammata d'orgoglio, sono riuscite a risalire parzialmente la china, grazie ad un folgorante mini-break di 6-0, che ha contribuito ad alimentato un crepuscolo, un chiarore ed un barlume di speranza. Ma questo sussulto, è rimasto tale, ed il sogno di una rimonta sensazionale, al raggio di un aurora, parve e sparve in un baleno . Più che una rugiada di sereno, il mini break è stato uno scroscio di tempesta, dato che la nuvola plumbea e caliginosa, da tempo incombente sulla testa delle
viterbesi, negli ultimi 5 minuti si è sciolta in un diluvio di proporzioni cubitali ed omeriche. Infatti, Reggio Emilia non si è fatta scalfire minimamente l'egida e l'usbergo, ed ha ritrovato perentoriamente ineffabili
atuomatismi, specie grazie ad una difesa idrorepellente, che ha prosciugato ed inaridito le plurime fonti di gioco viterbesi come un rigagnolo nel deserto. Viterbo, inabissatasi a -12, non è più riuscita a diapanare e sbrogliare il brocardico bandolo della matassa, ammainando ineluttabilmente bandiera bianca, in una giornata nefasta e macabra sotto ogni profilo. Le
viterbesi, hanno pagato dazio e gabella, a causa di una manovra offensiva assai stagnante, in cui
l'icasticità cerusica è apparsa una rarità filatelica. I 38 punti messi nello scrigno, sono il minimo stagionale,e la dimostrazione anapodittica e lapalissiana di una squadra che in questo frangente ha assunto le sembianze di un gregge smarrito, subissandosi in una giungla di luci spente. La sfida, in cui il predominio lo avuto il ribollire dei tini sul liliale nitore delle geometrie, è stata caratterizzata da una crestomazia, un florilegio, una silloge e congerie di turpitudini badiali in fase offensiva da ambo le parti. Troppe atlete
viterbesi, sono risultate desaparecide, latitanti, nello zibaldone e nel caravanserraglio di questa anarchica gara, e l'unica a mio modo di vedere che ha provato pleonasticamente a calafatare le crepe ed a turare le falle è stato il collante e la cerniera tra reparti
Gaspardo, che su un piatto di sapori insipidi e monocordi, ha cercato come un valente chef di cospargere il luculliano pepe della qualità. Nelle fila reggiane, da menzionare la solita prova di eminente essenza di Alessandra
Gori, che prima della prematura uscita per raggiunto limite di falli, è riuscita ad ergersi e dislagarsi ad etoile, usando l'ingegno e la testa, che è fulcro perchè sede del pensiero, quel pensiero che è antesignano e guida di ogni azione umana. Ma da risaltare e da rimarcare, è anche la performance superlativa e da libro di testo sguainata dall'erculea
Molinari, che sotto le plance ha arpionato ed agghermigliato con i suoi tentacoli piovriformi plurimi palloni, tramutandoli in diamantine valentigie balistiche in avvicinamento a canestro.Per Viterbo la situazione è risultata alquanto scabrosa ed incresciosa, specie sotto il profilo psicologico: agli occhi barlume che vacilla, alle mani teso ghiaccio che s'incrina. Quasi tutte le sentinelle
viterbesi, debordanti e portentose nelle ultime regali settimane, stavolta sono finite dietro la lavagna in proporzione ed in rapporto alle loro considerevoli proclività psico-tecniche. Reggio Emilia, pur non brillando in maniera preclara e rifulgente come auree facelle nell'empireo
cestistico, è riuscita a conquidere e confligare la Virtus, grazie ad una pressione difensiva mirabile, incessante ed una mortifera linea sigfridiana . Per Reggio
EMilia, questo prestigioso e celeberrimo scalpo, è meramente effimero, transeunte, e non fa che accrescere a dismisura i rimpianti nel clan reggiano per aver gettato al vento ed alle ortiche le chance di promozione nella picaresca trasferta di
Palestrina. Viterbo, esacerbata ed esulcerata dopo questa sorta di melt-down
cestistico, non può assolutamente leccarsi le ferite, e plorare sul latte versato, bensì, nell'ultimo rendez-vous dovrà estrarre il fuoco del proprio impavido ed intrepido temperamento, nelle forche caudine e nel pandemonio di Udine, dove si prospetta un vero e proprio marasma. Anche se la
Virtus, dopo aver dissipato e dilapidato il primo match-point in maniera scriteriata, avrà a propria disposizione il secondo ed ultimo
match-point, che però dovrà affrontare sul servizio dall'effetto dirompente di Udine.Sarà una battaglia campale cruenta, un match senza domani, senza appello, in cui sarà concentrata un'intera stagione, ed in cui l'adrenalina scorrerà nel sangue in dovizia ed a getto continuo come le cascate del Niagara. Come indica un rinomato aforisma greco: pathei
mathos, ovvero soffrendo si cresce. Ci vorranno nervi d'acciaio inossidabili, cuor di leone, e la pegola e la mescianza dovranno finire ben dilungi dalle lunghezze d'onda del nocchiero Scaramuccia. Spettatrice estremamente interessata
all'euripideo match tra Viterbo ed Udine, sarà la dionisiaca matricola
Palestrina, che sta proseguendo una favola inobliabile che non vuole davvero arrivare al capezzale ed al capolinea. Le impavide prenestine hanno soffocato sotto le proprie mefistofeliche spire cestistiche la Crup Udine per 68-64, al culmine di una sfida al
calorbianco, romanzesca e salgariana per i perpetui rovesciamenti di fronte, caratterizzata da una lealtà pari a quella tra Achille ed Ettore prima e dopo il duello epico. Al primo stormir di foglie, Udine ha avuto un'abbrivio armonioso ed eufonico come il là di una sinfonia al cospetto di una Palestrina incapace di sciogliere il nodo gordiano . Così Udine, trainata dal sublime duetto Falzari e Frisano, a metà del secondo quarto si è involata sul +15(24-39), mettendo alle corde una Palestrina crepuscolare. Specie Frisano, sotto le plance è apparsa giuliva tra statue di marmo e Colossi di Rodi. Ma
Palestrina, dopo aver perso la trebisonda, ha rivisto la quiete e la luce dopo una tumultuosa tempesta, e dopo aver navigato in acque procellose e nembose. Così la franchigia del patriarca Riga, nel finale di tempo, ha ricucito in maniera esigua lo strappo e la spaccatura che si era propagata e dilatata a dismisura. Nell'ouverture della ripresa,
Palestrina, è partita con il piglio bersaglieresco, ma Udine, a metà del terzo quarto, presa per mano da una Pasqalini principesca, in grado di far zampillare l'oro nero dai terreni più aridi ed infecondi, si è nuovamente involata sul+11. A questo punto con le spalle al muro, Palestrina con animo pertinace, animus
pugnandi, e micante forma mentis, ha avuto l'audacia achillesca, arturiana, per elidere il siderale ed ingente margine, appropinquandosi ad un Udine ghiribizzosa come un treno nella foschia ed un mastino da
fiunto. Così nel finale palpitante, caratterizzato da un caleidoscopio di pathos, Palestrina ha avuto un crescendo
rossiniano, iperbolico, rovesciando il canovaccio, mentre Udine si è gradualmente afflosciata come un pneumatico bucato, pagando pedaggio per alcune scelte deprecabili ed esecrabili in fase offensiva. Specie in difesa, le prenestine si sono applicate con fervore colletivo mistico, fulgida abnegazione, con l'encomiabile Meloni capace di ritmare con la sua bacchetta l' eufonica orchestra
prenestina. Anche la satrapessa e la musa ispiratrice Accarino, è stata in grado di illeggiadrire la scena con le sue movenze armoniose e sinfoniche come una fisarmonica, e con la leggerezza piumosa di una libellula o una silfide. INoltre nella cruna, il diapason
Accarino, ha fatto tornare i tarli nel legno tenero di Udine, trovando il ventre molle della difesa friulana come il fiume trova sempre il mare. Così Udine, ha perso irrimediabilmente lo smalto e la bussola, allo stesso modo di quando fissiamo il sole e la luce ci abbaglia, non vedendo più nulla; così la mente si eclissa e si perde nell'ignoto che ci avvolge. Nel vibrante ed arroventato finale, Palestrina nello stillicidio di tiri liberi dalla linea della carità, ha impresso la griffe e firma in calce su un successo che potrebbe tra pochi giorni proiettare le prenestine nell'eldorado
cestistico. Così, la parte di Atanasia Ucamara, ovvero la vetusa e squarquoia bruciata sul Ponte Dante è toccata ad un Udine, che francamente e candidamente in trasferta appare docile come la Dama di San Vincenzo, e mansueta come un eunuco nell'harem. Non a caso infatti le friulane, ,lontane e dilungi dalla culla casalinga, sono sempre tornate con le pive nel sacco, dopo aver trangugiato fiele a cateratte. Nelle fila
prenestine, merità un plauso Anita Meloni, che per lo spirito ed il carisma che infonde, appare una sorta di virago dai virili attributi, e pur non essendo un paggio dal candore del giglio, ha una dedizione da equiparare al fachiraggio . Ma non può passare
nell'oblìo l'edenica performance sfoderata dalla botticelliana Accarino, nella quale
pulcritudine, venustà di stile, assieme a versuzia e lepidezza tattica convivono in maniera idilliaca ed arcadica. Dopo questa augustale impresa,
Palestrina, sente che l'eterea impresa, non è più utopica e chimerica, anche se le prenestine per sprigionare la propria gaiezza dovranno confidare in Udine, che conquidendo Viterbo, aprirebbe strade dorate nell'empireo cestistico a Gattini e compagne. Questo a patto che
Palestrina, ovviamente esca corsara da Siena, contro una squadra che ha ormai mollato gli ormeggi, ma che nel congedo e nel commiato ritengo che non lesinerà energie e risorse in segno di ossequio verso i propri
supporters. Tra l'altro i violini della chigiana senesi, sono dovuti soggiacere e soccombere nella culla flegrea di Pozzuoli con lo score di 70-59. Dunque ad un rendez-vous dal termine, nel girone 2 la situazione è più che mai articolata e laboriosa, con plurimi intrecci
laocoontici. IN graduatoria, Viterbo e Palestrina sono conquiline dell'attico di testa, con 12 punti nella scarsella, mentre Udine e Reggio Emilia seguono a ruota con 10 punti nel
cavagno. L'unica legione artefice del proprio destino è la Virtus Viterbo, che in caso di raid in quel di Udine, salirebbe in pompa magna nell'eden e nell'elisio
cestistico, in virtù della differenza punti favorevole nei confronti e nei riguardi di Palestrina (+6). L'agonizzante Udine, invece dovrà confidare in alcune congiunzioni astrali, ovvero soggiogare a domicilio Viterbo, sperando che Siena accorra in proprio sussidio mettendo al tappeto
Palestrina. Proprio Palestrina, che nella poule sembrava dovesse essere una Cenerentola per cui era scoccata la
mezzonotte, per acquisire e conseguire la promozione aritmetica, dovrà sbancare Siena, e contemporanemente sperare che Viterbo si areni e si sciolga come un ghiacciolo al sole di agosto in quel di Udine. Reggio Emilia, invece è soltanto un condannato che aspetta la mannaia, e dovrà bere fino in fondo l'amaro calice di questa kafkiana poule promozione. Perciò a 40 minuti dal termine potranno esserci sconvolgimenti tellurici, picareschi, ad
libitum, con 3 compagini ancora in piena lotta tra di loro. Potrà accadere davvero l'imponderabile, come capita sovente nello sport, che d'altronde ha un'illimitata ed inenarrabile capacità d'inventiva. Nel girone 1, la Scortrans Vicenza ha irrogato ed inferto una lezine punitiva all'inerme Eismann Caserta, apparsa un mansueto agnellino alla mercè di un branco renitente, riottoso e reprobo di lupi famelici. Per la cronaca il dream team vicentino pilotato dall'esegeta Agresti, ha dilaniato e sconquassato la chiglia casertana con il sesquipedale e fantasmagorico score di 66-42. Eppure dopo un primo tempo di matrice vicentina, al terzo minuto della ripresa Caserta, grazie alla totem
Voltan, era riuscita a sorpassare sulla carreggiata Vicenza, portandosi a condurre le ostilità sul 33-32. Ma la compagine campana, è stata una sorta di volpe che ha colto l'uva quando ancora era acerba, e così Vicenza, con un piglio ciclonico ha confezionato un break di proporzioni omeriche e ulnari come testimonia il 22-2. Inoltre in chiave difensiva, Vicenza con granitica saldezza e compattezza morale ha disinnescato i microchip dell'arsenale bellico
casertano, che è rimasto a secco di punti per ben 7 minuti. Mattatrice di questo sontuoso allungo, è stata l'aitante
Strazzabosco, che con empito e con fasci di muscoli guizzanti ed imperiosi ha fatto trangugiare fiele in
abundantiam, lasciando con unghie smerigliate il segno indelebile dei propri perniciosi e letiferi artigli. Così Vicenza è passata come un caterpillar su Caserta, che è caduta ineluttabilmente in lipotimia sui carboni ardenti. Le ultime curve del match, sono state pura accademia e show-time platonico, che Vicenza ha erogato ed elargito ai propri
supporters. Con questa basilare e vitale affermazione, Vicenza ha incamerato nel proprio sibaritico pentagramma un'altra nota, arricchendo e locupletando il proprio reparto tessile di un altro incantevole capo in cachemire. Tra Vicenza e la tanto agognata e concupita A1, ci sono 40 minuti nell'agone di un Napoli dai progetti bellicosi, che nella reggia di Ponticelli andrà all'assalto dell'arma bianca con tanto di elmetto e baionetta. Proprio Napoli, ha tenuto in vita un barlume, una balugine ed una facella di speme, aggiogando nella roccaforte di casa una Trieste ormai priva di qualsiasi pungolo ed incentivo, apparsa statuaria come un pastore nel presepe. Da menzionare la mirifica prestazione pennellata dalla musa ispiratrice Marcello, che è il motore preferito dei bolidi di
Casadio, ed ha l'esclusiva della benzina mentale per farlo rombare in maniera inaudita. Quella di Marcello, non è stata una performance originale, bensì da litografia, una copia di
Gengis-Khan. D'altronde il diapason Marcello, nei momenti truculenti, è in grado di impugnare la bacchetta, soccorrere il tenore, spalleggiare il baritono e puntellare il coro, a dimostrazione dogmatica di una poliedricità e di una enciclopedicità tattica considerevole. Da sottolineare anche la monstre ed insigne gara sciorinata dal moto perpetuo dal senso euclideo La Scala, vicario proprio di Marcello, che è una sorta di soprammobile di lusso in una stanza d'arredo. Infine nel girone 1, un'ardimentosa Marino, è sguazzata nel mare magnum di guai in cui è affogata Cavezzo per 64-63, al culmine di una volata thrilling ideata dall'alter ego di
Hitchkock. Per le romane questo successo è un elisir ed una panacea, dopo il patatrac apocalittico di Vicenza, in una mattanza caratterizzata da nugoli e rivoli di spettri. La situazione del girone 1, è senz'altro più nitida in rapporto ed in proporzione al bailamme, al
badanai, ed al cafarnao del girone 2. Infatti Vicenza, è al non-plus ultra con 14 punti nella faretra, 2 in più di Napoli, mentre Caserta, dopo la disfatta vicentina, ha mollato ormai gli ormeggi chiamandosi out dalla corsa alla massima serie. Domenica prossima, nell'ultima estenuante fatica, Vicenza nel dicastro napoletano, dovrà amministrare un gap opimo ed adiposo, tradotto in 12 punti. Perciò Napoli, dovrà perseguire un'impresa stratosferica, degna di Seneca e Marco Aurelio, per ribaltare l'inerzia. Nel girone 2, come ho già analizzato, la situazione è a 3 voci, tricuspidale, e non monografica. Due masnade, tra Viterbo,
Palestrina, e Udine, rimarranno a piangere lacrime amare sul latte versato, con il dolore cosmico di
Ecuba, mentre una soltanto potrà sprigionare un incommensurabile osanna. Ai cardiopatici consiglio di non approdare nelle avanscene di Udine, Siena e Napoli, dato che il pathos e la suspense saranno sovrumane e potrebbero travalicare qualsiasi confine. Sarà una giornata da tregenda, da vivere con il cuore in gola, il fiato sospeso, in apnea..Dopo l'epilogo, e l'emissione dei verdetti, la prossima settimana documenterò il tutto in maniera scrupolosa, minuziosa e con mirabile acribia. Alessandro
Stoppani.Un caloroso saluto da Alessandro Stoppani.
17.05.2002-SERIE A2: PENULTIMA GIORNATA DELLE POULE PROMOZIONE E RETROCESSIONE - POSSIBILI I PRIMI VERDETTI
Domani e domenica è in programma la quinta, e penultima giornata, delle Poule Promozione e Retrocessione di serie A2.Nelle due Poule Promozione Viterbo e Vicenza, in coincidenza di alcuni risultati delle altre partite, potrebbero essere promosse in serie A1.
La Virtus Viterbo, domani, nel caso di una propria vittoria a Reggio Emilia e del contemporaneo successo interno del Palestrina sulla Crup Udine; la Scortrans Vicenza in caso della vittoria casalinga, domenica,
sull'Eismann e di un ipotetico passo falso interno della Phard Napoli con la
Ginn. Triestina.Nelle Poule Retrocessione rischiano di scendere in B la PCR Messina, nel caso di una sua sconfitta a Bolzano e del contemporaneo successo dello Sport Club Alcamo, ed il
Battipaglia, che gioca ad Alghero, in caso di sconfitta e del successo del Pakelo San Bonifacio sul Mareca Caserta.Questo il programma e gli arbitri delle partite:
POULE PROMOZIONE 1 (domenica, ore 18.30)
Scortrans Vicenza - Eismann Caserta (Specogna e Volpe)
Phard Napoli - Ginn. Triestina (Sinisi e D'Alessio)
San Raffaele Marino - Basket Cavezzo (Triffiletti e Campanile)
CLASSIFICA: Vicenza 12 p., Eism.Caserta e Napoli 10, Triestina e Cavezzo 6, Marino 4.
POULE PROMOZIONE 2 (domani, ore 18.30)
Techna Reggio Emilia - Virtus Viterbo (Ranaudo e Crepaldi)
Palestrina - CRUP Udine (Binda e Battista)
Pozzuoli - Ducato Siena (Di Cello e Baccillieri)
CLASSIFICA: Viterbo 12, Udine e Palestrina 10, Reggio Emilia 8, Siena 6, Pozzuoli 2.
POULE RETROCESSIONE 1 (domenica, ore 15.45)
Avellino - Cervia Ravenna (Di Toro e Marchesi)
Interclub Muggia - Sport Club Alcamo (Zamuner e Dal Bosco)
Profexional Bolzano - PCR Messina (Bollini e Fammini)
CLASSIFICA: Ravenna e Muggia 10, Avellino e Sport Club Alcamo 8, Bolzano e Messina 6.
POULE RETROCESSIONE 2 (domenica, ore 15.45)
Vini Sardegna Alghero - Battipaglia (Agostini e Betetto)
Sapori Sardegna CUS Cagliari - Careca Scandiano (Furiosi e Fabiani)
Pakelo San Bonifacio - Mareca Caserta (Gasparri ed Isimbaldi)
CLASSIFICA: Alghero 14, Scandiano 10, CUS Cagliari 8, Mar. Caserta e San Bonifacio 6, Battipaglia 4.UFFICIO STAMPA LEGA.
14.05.2002-2MG sconfitta in Veneto, la nazionale A convoca Valentina Piroli!
SCORTRANS VICENZA 70 - 2MG MARINO 35.
Vicenza: Boaria 20, Fabris, Zampieri ne, Cattani 23, Benko, Mischi 5, Righele 1, Cappa 12, Strazzabosco 2, Martinello 7. All. Agresti.
2MG Marino: Di Battista 4, Castorani 3, Di Stazio 2, Ghini 10, Carocci 1,
Albertini, Federici, Gelfusa 4, Scimitani 7, Piroli 4. All. D'Antoni.
Arbitri: Tomasello e Balzano. Note: tiri liberi: Scortrans 19/26; 2MG 12/17. Uscite per falli: Strazzabosco al 28'50" (45-28). Infortunio a Piroli al 18'30" (distorsione alla caviglia sinistra) Spettatori: 300 circa. Parziali: 19-11; 33-17 e 49-29.
Vicenza - Secca sconfitta della 2MG Marino sul terreno della Scortrans Vicenza corazzata della categoria quel Vicenza che non sta aspettando altro che ritornare in Serie A1 dopo qualche annata nella serie cadetta. Niente a che vedere il budget delle due squadre , Vicenza ha investito tanto per ritornare in serie A1, Sabato sera gara senza storia con Vicenza che però nella prima frazione non riesce a decollare , solo otto le lunghezze alla fine del primo quarto (19-11). Si infortuna Piroli dopo pochi minuti del secondo periodo e la gara in pratica finisce la, sei punti segnati dalla 2MG nel secondo parziale. Boaria e Cattani sono le cecchine che affossano il San Raffaele che molla da punto di vista nervoso non riuscendo più a reagire contro la più quoatata avversaria. Stesso scarto dell'andata dunque con Marino che vorrà fra una settimna riscattare la prestazione in Veneto affrontando Cavezzo in una gara alla portata di capitan Gelòfusa e socie. Una buona novella arriva dalle convocazioni in nazionale A, nella lista delle 20 atlete per il raduno azzurro estivo Valentina Piroli è stata inserita dal C.T. Aldo Corno una bella soddisfazione per la società castellana.
F.I.
10.05.2002-QUARTA GIORNATA DELLE POULE PROMOZIONI E RETROCESSIONE DI SERIE A2
Domani e domenica è in programma la quarta giornata delle Poule Promozione e Retrocessione di serie A2. Questo il programma e gli arbitri delle partite:
POULE PROMOZIONE 1
Scortrans Vicenza - San Raffaele Marino (domani, 20.30: Tomasello e Balzano)
Basket Cavezzo - Phard Napoli (domenica, 18.30: Penzo e Colucci)
Eismann Caserta - Ginn. Triestina (domenica, 18.30: Capurro e Campanile)
CLASSIFICA: Vicenza 10 p., Eism.Caserta e Napoli 8, Triestina e Cavezzo 6, Marino 4.
POULE PROMOZIONE 2
C.R.U.P. Udine - Pozzuoli (domani, 20.30: Michelozzi e Viticchi)
Virtus Viterbo - Ducato Siena (domenica, 18.30: Dal Bosco e Betetto)
Palestrina - Techna Reggio Emilia (domenica, 18.30:Marchesi e Svolacchia)
CLASSIFICA: Viterbo 10, Udine, Palestrina e Reggio Emilia 8, Siena 6, Pozzuoli 2.
POULE RETROCESSIONE 1
PCR Messina - Interclub Muggia (domani, 19.30:Pratillo e Beneduce)
Sport Club Alcamo - Cervia Ravenna (domani, 20.30: Grattà e Di Pasquale)
Avellino - Profexional Bolzano (domenica, 18.30: Isimimbaldi e Turbati)
CLASSIFICA: Ravenna e Muggia 10, Avellino 8, Sport Club Alcamo 6, Bolzano e Messina 4.
POULE RETROCESSIONE 2
Battipaglia - Pakelo San Bonifacio (domani, 19.00: Milletti ed Avellone)
Vini Sardegna Alghero - Sapori Sardegna CUS Cagliari (domani, 18.00: Vicino e Latini)
Careca Scandiano - Mareca Caserta (domani, 21.00: Volpe e Pisoni)
CLASSIFICA: Alghero 12, CUS Cagliari e Scandiano 8, Mar. Caserta e San Bonifacio 6, Battipaglia 2. UFFICIO STAMPA LEGA.
06.05.2002-Alessandro Stoppani.
Il terzo rendez-vous ha proposto come fiore all'occhiello nel girone 2 della poule promozione, la sfida tra le 2 conquiline dell'attico di testa, ovvero la Virtus Viterbo e la tetragona Crup Udine nel corrusco e rutilante dicastro del
Palacimini. Scontro dunque tra ciclopi del girone, tra la Virtus Viterbo, squadra in grado di garantire rime baciate e prosa corposa,che unisce grazia alla forza e poesia alla prosa, e la monolitica Udine, masnada che non possiede nomi altisonanti e sardanapaleschi, bensì è una cooperativa di mutuo soccorso con plurime sorgenti alternative. Franchigie, che si sono presentate a questo classico da cineteca con il vento in poppa ed a vele spiegate, dopo 2 successi che hanno rappresentato una panacea ed un elisir. La Virtus del tecnocrate Scaramuccia, ha soffocato sotto le proprie letifere spire cestistiche Reggio Emilia, in un match sconsigliato ai cardiopatici. Infatti il cuore dei
viterbesi, ha pompato sangue ossigenato dai polmoni con sofferenze e supplizi atroci, anche se alla fine l'osanna e la gaiezza sprigionata ed esternata è stata assai ingente. Nell'antitesi tra le 2 damigelle attuali del girone, la fase aurorale ed il preambolo del match nel primo quarto è stato caratterizzato da un regime di perpetuo equilibrio. Tant'è che il primo quarto dopo un labile e caduco vantaggio di Udine, volatile come il battito d'ali di una farfalla, si è archiviato con la truppa dell'esegeta Scaramuccia in vantaggio per una quisquiglia ed un inezia:16-14. Ma al primo stormir di foglie del secondo quarto l'incoercibile Scaramuccia band, è uscita dai blocchi, con un piglio ciclonico, bersaglieresco e le viterbesi si sono involate in cabrata sulle ali dell'asse e dei dioscuri
Boi-Siccardi. Così la Virtus si è rifatta il trucco, innalzando in maniera anapodittica il proprio standard ai 2 estremi del campo, estinguendo le bocche di fuoco friulane in difesa, e palesando in attacco la stessa scioltezza che esternano i gabbiani, quando prendono il volo senza muovere le ali. Infatti in fase offensiva, le paladine
viterbesi, hanno sguainato l'alabarda, caricato la carabina, estrapolando dalla propria sontuosa faretra, una crestomazia di gragnuole e di spingardate che hanno fatto cadere in deliquio la truppa
dell'atarassico pigmalione Ivanchic. Un break impetuoso, dirompente, di 18-0, che si è abbattuto su Udine come un tornado, con l'area friulana, che sembrava Pamplona il giorno della festa di San Firmino. Così, l'enciclopedica Viterbo, del corifeo Scaramuccia, ha governato il trend ed il canovaccio del match a suo beneplacito, arrivando a condurre le danze sul +21, con Udine, che ha smarrito ineluttabilmente l'indirizzo e la via del canestro, ritrovandola grazie ad una percussione nell'orifizio e nel pertugio dell'esimio diapason dal senso euclideo
Falzari, a circa 3 minuti dalla fine del secondo quarto. Questo vuol dire, che Viterbo, grazie ad una abnegazione difensiva encomiabile e
micante, ha tirato giù la saracinesca con tanto di lucchetto, inibendo ad Udine di colpire a bruciapelo un canestro divenuto come d'incanto stregato. INfatti le friulane, hanno perso totalmente la
trebisonda, a causa di un corto circuito di proporzioni omeriche e bibliche che poi ha compromesso l'intero corso della disfida. Sul 42-22, Udine, sul filo della sirena del primo
temp, ha pescato il jolly, estratto dalla levantina e machiavellica manica del plessimetro
Falzari, che ha messo a bersaglio un colpo di durlindana perimetrale, come un fiore miracolosamente sbocciato e germogliato dai rovi dell'ultimo secondo. UNa tripla, che è discesa nell'anima dei viterbesi a tradimento, come un'amara colata d'assenzio, e che ha ridato un barlume ed un chiarore di fiducia ad un Udine che nel secondo quarto è caduta in narcosi, in crisi d'identità come un cittadino apolide, e brancolante nel buio come un viandante senza meta. Così le
viterbesi, grazie ad un secondo quarto monstre, in cui hanno imperversato senza pietà , hanno virato al comando al giro di boa sul 42-25, tra gli scroscianti applausi
dell'ovante pubblico, che per la seconda volta in sequela si è avviluppato in una morsa d'affetto verso le proprie sentinelle. Merito di questo imperioso allungo, sono stati i geniali ed esiziali polpastrelli della stoica
Boi, mortifera dalla media distanza e dal perimetro, con morbidezza bambagiosa, e di una Baiocco, che ha avuto una sorta di recrudescenza e palingenesi
cestistica. Proprio Baiocco, tartassata di critiche in questa stagione procellosa, ha risposto pennellando mirifici arabeschi e mirabili ghirigori con mani da violoncellista. Nel terzo parziale, il leitmotiv non è cambiato, anche se Udine, ha provato a redimersi dalla propria neghittosità e dalla crittografia, trainata dal metronomo
Falzari, che ha provato ad azionare la cloche, cercando di rivedere uno squarcio di sereno nel mezzo di un cielo a gramaglie a dir poco cinereo e caliginoso. Anche se il tentativo di reazione è stato controllato con discernimento dalla franchigia
viterbese, che ha archiviato il terzo quarto conducendo le danze in souplesse sul 60-41. Nell'ultimo parziale, Udine con tempra impavida ha rosicchiato qualche punto, ma a mettere il ghiaccio sugli ardenti e fervorosi spiriti di rimonta friulani è stata l'immarcescibile capitana Maria Chiara Scaramuccia, che ha estratto dal proprio turcasso 3 archibugiate perimetrali in un nanosecondo, che hanno folgorato la retina attratta come una calamita con proverbiale
killer-istinct. Così per Udine, l'impresa di una rimonta, è apparsa inadempibile, planetaria, e l'ostacolo viterbese è apparso
himalayano. Comunque nel finale, Udine, è riuscita a mitigare, alleviare e ad edulcorare l'amarezza per la sconfitta, risalendo la china fino a -9. Ma la fiammata ed il sussulto d'orgoglio friulano, è risultato
supervacaneo, pleonastico, ed espletivo. Viterbo, infila nel proprio scrigno 2 punti di basilare entità, dopo aver soverchiato e soggiogato Udine dall'alfa all'omega, scavando il solco decisivo in un secondo quarto di regale nitore tecnico, al cospetto di un Udine che ha commesso un florilegio, una silloge ed una congerie di nefandezze badiali che hanno fatto inabissare le udinesi nel acheronte. La difesa delle viterbesi è risultata un pugno a 5 dita, e la manovra offensiva è stata alquando spumeggiante, fluente e panoramica. Così nel mirando proscenio del
Palacimini, abbardato ed agghindato a festa sono stati celebrati mirabolanti epinici e ditirambi, ovvero canti che venivano dedicati ed omaggiati ai vincitori nell'agone dell'antica poesia greca. Questa volta, Udine, non è riuscita nell'intento di scalfire l'egida e l'usbergo d'acciaio
viterbese, ad una squadra quella dell'esarca Scaramuccia in grado di ricavare dalla propria rosa petali esiziali. Da menzionare la debordante prestazione dell'ala di Formia Alessandra
Boi, che ha una dedizione globale alla Scaramuccia ordnung, e che in questa poule promozione sta indossando i panni della Deus ex Machina. L'ala pivot laziale, è erculea e sciolta; una torre bastione che mantiene le fibre elastiche del pioppo o di una betulla del nord, e sa seminare sul campo pianticelle robuste in grado di reggere gli urti del maltempo. Ma da sottolineare con l'evidenziatore è anche la sontuosa performance sciorinata dall'adamantina
Siccardi, che ha erogato capodopore cestistiche rifulgenti come auree facelle che brillano nell'Empireo. Ma tutta la compagine viterbese con diacronia ed assonanza, nel secondo quarto, ha sfoggiato gemme sublimi e solenni come gesti liturgici officiati da un sommo sacerdote. Ma anche la talentuosa Baiocco, ha sfoderato una prestazione di eminente essenza, specie nel primo tempo, quando è riuscita reiteratamente a penetrare come una lama rovente nel burro, nel ventre molle come il taleggio di un Udine plantigrada e marmorea nelle proprie scultoree movenze. Troppe volte infatti le friulane sono apparse colossi di rodi in difesa per la staticità, ed in attacco quando le esterne hanno provato a sguainare la durlindana, si sono trovate d'improvviso una colomba ferita tra le dita. L'unica luce lampeggiante ad intermittenza
nell'oscuità degli abissi e dell'Erebo è stata quella del metronomo Falzari, che ha provato pleonasticamente ad infondere e conferire il proprio fosforo e linfa vitale con occhi di basilisco. Ma le sue compagne sono apparse un bastimento che ha smarrito il senso dell'orientamento. Viterbo, infila nella propria stiva e nel proprio cavagno 2 punti, che rappresentano una sorta di manna scesa dal cielo e che proietta la multidimensionale compagine viterbese in fuga, con 2 lunghezze di vantaggio proprio su Udine, Reggio Emilia e Palestrina al giro di boa del girone. Domenica prossima le
viterbesi, potranno usufruire di un nuovo turno casalingo nel bunker del Palacimini contro il Ducato Siena, con le viterbesi che vorrano cancellare in dissolvenza l'onta della picaresca e salgariana sconfitta patita al cospetto dei violini di
chigiana, con la complice Consorti, in vesta di carnefice cruenta, che fece passare in un amen le viterbesi dall'estasi al tormento. Alessandro
Stoppani.
Questa settimana, il canonico punto settimanale non uscirà in versione integrale, perchè il sottoscritto è a Roma per il torneo Master Series di tennis, nell'amena, bucolica, e arcadica cornice del Foro Italico. Alessandro
Stoppani.
03.05.2002-TERZA GIORNATA DELLE POULE PROMOZIONI E RETROCESSIONE DI SERIE A2.
Domani e domenica è in programma la terza giornata delle Poule Promozione e Retrocessione di serie A2. Questo il programma delle partite tra cui spiccano i match al vertice di Vicenza, tra la Scortrans Vicenza e la Phard Napoli, e quello di Viterbo, anticipato a domani sera, tra la Virtus Viterbo e la CRUP Udine:
POULE PROMOZIONE 1
Scortrans Vicenza - Phard Napoli (domani, 20.30: Gasparri e Crepaldi)
Basket Cavezzo - Eismann Caserta (domenica, 18.30: Isimbaldi e Balzano)
San Raffaele Marino - Ginn. Triestina (domenica, 17.30: Siagura e
Famiani)
CLASSIFICA: Vicenza, Eism.Caserta e Napoli 8 p., Triestina 6, Cavezzo 4, Marino 2.
POULE PROMOZIONE 2
Virtus Viterbo - C.R.U.P. Udine (domani, 20.00: Baccillieri e Di Cello)
Pozzuoli - Techna Reggio Emilia (domani, 19.00: Campanile e D'Alessio)
Palestrina - Ducato Siena (domenica, 18.30: Penzo e Di Pasquale)
CLASSIFICA: Viterbo ed Udine 8, Palestrina, Reggio Emilia e Siena 6, Pozzuoli 2.
POULE RETROCESSIONE 1
PCR Messina - Cervia Ravenna (domani, 19.30: Larocca e Tavano)
Avellino - Interclub Muggia (domani, 20.00: Sinisi e D'Aluisio)
Profexional Bolzano - Sport Club Alcamo (domenica, 18.30: Pisoni e Moretti)
CLASSIFICA: Ravenna e Muggia 10, Avellino 6, Sport Club Alcamo e Bolzano 4, Messina 2.
POULE RETROCESSIONE 2
Battipaglia - Careca Scandiano (domani, 19.00: Santisi e Milletti)
Pakelo San Bonifacio - Sapori Sardegna CUS Cagliari (domani, 20.45: Triffiletti e Pavone)
Vini Sardegna Alghero - Mareca Caserta (domenica, 18.30: Fabiani e
Michelozzi)
CLASSIFICA: Alghero 10, CUS Cagliari 8, Scandiano e Mar. Caserta 6, San Bonifacio 4, Battipaglia 2.
UFFICIO STAMPA LEGA.
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